Per scegliere un impianto fotovoltaico aziendale non basta sapere quanti pannelli entrano sul tetto. Bisogna partire dai consumi dell’impresa, capire in quali orari viene utilizzata l’energia e valutare quanta produzione può essere autoconsumata. Solo dopo ha senso definire potenza, componenti ed eventuale accumulo. L’impianto migliore, quindi, non è necessariamente il più grande: è quello dimensionato sulle reali esigenze dell’azienda.
Installare un impianto fotovoltaico in azienda può ridurre in modo importante la quantità di energia acquistata dalla rete. Ma per ottenere un buon risultato non basta riempire il tetto di pannelli.
Ogni attività ha consumi diversi. Un’azienda che lavora soprattutto durante il giorno ha esigenze differenti rispetto a una produzione su tre turni. Allo stesso modo, un capannone molto grande non necessita automaticamente dell’impianto più potente possibile.
In questo articolo vediamo quindi come scegliere e dimensionare l’impianto fotovoltaico aziendale, analizzando i principali fattori da considerare: consumi, autoconsumo, caratteristiche del tetto, accumulo e convenienza economica.
Da dove partire per scegliere un impianto fotovoltaico aziendale?
Per scegliere correttamente un impianto fotovoltaico aziendale bisogna partire dai consumi reali dell’impresa e da come sono distribuiti nel tempo. Il solo consumo annuale riportato in bolletta, infatti, non basta per capire quale impianto sia più adatto.
È importante analizzare anche quando e come viene utilizzata l’energia, perché aziende con consumi annuali simili possono avere esigenze molto diverse.
Tra i principali dati da considerare ci sono:
- consumo annuale di energia elettrica;
- consumi nelle diverse fasce orarie;
- giorni e orari di attività;
- eventuali picchi di assorbimento;
- stagionalità dei consumi;
- presenza di macchinari particolarmente energivori;
- eventuali aumenti dei consumi previsti nei prossimi anni.
Anche le esigenze future dell’azienda hanno quindi un peso importante. Se sono previsti nuovi macchinari, un aumento della produzione, pompe di calore o punti di ricarica per veicoli elettrici, è utile considerarli già in fase di progettazione.
Un impianto fotovoltaico viene realizzato per durare molti anni: dimensionarlo soltanto sui consumi attuali potrebbe renderlo meno adatto alle esigenze dell’azienda nel tempo.
I dati da analizzare
Quanta energia utilizza l’azienda
Quando si concentrano i consumi
Quando l’azienda è operativa
I momenti di massimo consumo
Come cambiano i consumi durante l’anno
Quali incidono maggiormente sui consumi
Ampliamenti, nuovi macchinari o nuove linee produttive
Come si dimensiona correttamente un impianto fotovoltaico per un’azienda?
Per dimensionare correttamente un impianto fotovoltaico aziendale bisogna trovare il giusto equilibrio tra la quantità di energia che l’impianto può produrre e quella che l’azienda riesce realmente a utilizzare. Per questo non esiste una potenza standard valida per tutte le imprese.
Conoscere il consumo annuale è un buon punto di partenza, ma non basta. Per definire la potenza più adatta bisogna considerare diversi elementi:
- consumi dell'attività;
- orari in cui viene utilizzata l'energia;
- spazio disponibile sulla copertura;
- orientamento e inclinazione del tetto;
- eventuali ombreggiamenti;
- produzione solare stimata nella zona;
- obiettivi dell'investimento.
È utile anche distinguere due valori che vengono spesso confusi:
- i kW o i kWp indicano la potenza dell'impianto;
- i kWh indicano invece la quantità di energia prodotta o consumata.
Il dimensionamento nasce quindi dal confronto tra questi dati, con l’obiettivo di individuare una potenza coerente con i consumi reali e con le caratteristiche dell’azienda.
Produzione e consumi devono essere il più possibile allineati
Un impianto fotovoltaico produce energia soprattutto durante le ore di luce. Per questo, in fase di dimensionamento, è importante capire quanto i consumi dell’azienda coincidono con gli orari di produzione dell’impianto.
Un’attività che utilizza molti macchinari dalle 8:00 alle 18:00, ad esempio, può sfruttare direttamente una parte importante dell’energia prodotta durante la giornata.
Un’azienda che concentra gran parte dei consumi nelle ore serali avrà invece un profilo diverso.
Analizzare questa sovrapposizione permette di capire quale potenza può essere realmente utile e quanta energia rischierebbe invece di essere prodotta quando l’azienda ne utilizza poca.
È proprio da questo confronto che si passa dal semplice dato dei consumi annuali a un dimensionamento costruito sul funzionamento reale dell’azienda.
Cosa succede se l’impianto è troppo piccolo?
Un impianto sottodimensionato può ridurre il costo iniziale, ma anche limitare il risparmio ottenibile negli anni.
Se durante le ore diurne l’azienda consuma molta più energia di quella prodotta dal fotovoltaico, continuerà infatti ad acquistare dalla rete una parte consistente del proprio fabbisogno, anche nei momenti in cui potrebbe sfruttare maggiormente la produzione solare.
Questo non significa che l’impianto debba coprire sempre tutti i consumi. Significa piuttosto che una potenza troppo bassa potrebbe non sfruttare pienamente il potenziale energetico dell’azienda.
Per questo la scelta non dovrebbe basarsi soltanto sul contenimento dell’investimento iniziale, ma anche sul risparmio che l’impianto può generare nel corso della sua vita.
Perché più pannelli non significa sempre più risparmio?
Anche sovradimensionare l’impianto non porta automaticamente a un risultato migliore.
Se la produzione supera spesso i consumi dell’azienda, una parte crescente dell’energia non viene utilizzata direttamente e viene immessa nella rete elettrica.
L’energia eccedente può comunque essere valorizzata, ad esempio attraverso il Ritiro Dedicato, ma il beneficio economico può essere diverso rispetto all’energia utilizzata direttamente dall’azienda.
Bisogna inoltre considerare che aumentare la potenza significa aumentare anche l’investimento iniziale. Installare più pannelli ha quindi senso quando esiste una ragione concreta: maggiori consumi attuali, crescita prevista dell’attività o una strategia precisa per gestire l’energia eccedente.
Quanto conta l’autoconsumo in un impianto fotovoltaico aziendale?
L’autoconsumo indica la parte di energia prodotta dal fotovoltaico che viene utilizzata direttamente dall’azienda.
È uno dei dati più importanti da considerare perché ogni kWh autoconsumato è un kWh che non deve essere acquistato dalla rete.
Facciamo un esempio.
Se in una determinata ora l’impianto produce 50 kWh e nello stesso momento l’azienda ne utilizza 40:
- 40 kWh vengono autoconsumati;
- 10 kWh rimangono in eccedenza.
Questo spiega perché due aziende che consumano la stessa quantità di energia in un anno possono aver bisogno di impianti differenti.
| Tipo di attività | Rapporto con la produzione fotovoltaica |
|---|---|
| Attività prevalentemente diurna | Buona sovrapposizione tra produzione e consumi |
| Azienda su più turni | Consumi presenti anche fuori dalle ore solari |
| Attività prevalentemente serale | Minore autoconsumo diretto |
| Attività stagionale | Produzione e consumi devono essere valutati mese per mese |
| Azienda chiusa nel weekend | Possibile maggiore eccedenza nei giorni non lavorativi |
Per questo motivo la bolletta è un buon punto di partenza, ma per progettare bene bisogna andare oltre il semplice consumo annuale.
Il tetto della tua azienda è adatto al fotovoltaico?
Un tetto è adatto al fotovoltaico quando offre superficie utile, buone condizioni strutturali e caratteristiche favorevoli all’installazione dei pannelli. Per capirlo è necessario valutare la copertura nel suo insieme, non soltanto la sua grandezza.
Avere un capannone molto esteso, infatti, non significa automaticamente poter utilizzare tutta la superficie disponibile.
Durante il sopralluogo tecnico vengono analizzati diversi elementi:
- superficie realmente utilizzabile;
- orientamento e inclinazione;
- eventuali ombreggiamenti;
- presenza di lucernari e aperture;
- stato della copertura;
- caratteristiche strutturali;
- spazi necessari per manutenzione e sicurezza;
- posizione degli inverter e dei quadri elettrici;
- eventuali vincoli presenti sull'edificio.
Anche la tipologia di tetto influisce sulla progettazione. Una copertura piana, ad esempio, richiede soluzioni diverse rispetto a una copertura a falde.
Un altro aspetto importante è lo stato della copertura. Se il tetto dovrà essere rifatto nel breve periodo, può essere più conveniente intervenire prima di installare il fotovoltaico. Smontare e rimontare successivamente l’impianto comporterebbe infatti costi e lavori aggiuntivi.
Va considerata infine anche la posizione geografica, perché influisce sulla quantità di energia che l’impianto può produrre durante l’anno. Per questo la producibilità deve essere stimata sulla base dell’irraggiamento della zona e delle caratteristiche reali della copertura.
Fotovoltaico con o senza accumulo: quando serve davvero?
Un sistema di accumulo può aumentare l’autoconsumo, ma non è necessario per tutte le aziende. La sua utilità dipende soprattutto da quando viene consumata l’energia e da quanta produzione fotovoltaica resta inutilizzata durante il giorno.
La batteria immagazzina infatti l’energia prodotta dall’impianto e non consumata immediatamente, rendendola disponibile in un secondo momento.
Può essere particolarmente utile quando una parte importante dei consumi avviene nelle ore serali o comunque fuori dagli orari di maggiore produzione fotovoltaica. Se invece l’azienda utilizza già gran parte dell’energia mentre viene prodotta, il beneficio economico dell’accumulo può essere più limitato.
| Situazione dell'azienda | Accumulo |
|---|---|
| Consumi soprattutto di giorno | Potrebbe essere meno prioritario |
| Consumi importanti la sera | Può aumentare l'autoconsumo |
| Molta energia prodotta in eccesso | Da valutare in base ai consumi |
| Autoconsumo già molto elevato | Beneficio potenzialmente minore |
| Esigenza di continuità elettrica | Necessaria una valutazione specifica |
La scelta dipende quindi dal profilo energetico dell’azienda, non semplicemente dalla presenza di un impianto fotovoltaico.
C’è poi un aspetto importante da chiarire: avere una batteria non significa automaticamente avere corrente durante un blackout.
Per approfondire, puoi leggere il nostro articolo che spiega cosa succede a un impianto fotovoltaico durante un blackout.
Quando manca la rete elettrica, un normale impianto fotovoltaico si disconnette per ragioni di sicurezza. Per continuare ad alimentare determinati macchinari, server o altri carichi essenziali sono necessari sistemi di backup specifici, progettati insieme all’accumulo.
Per questo, prima di installare una batteria, è importante capire quale obiettivo si vuole raggiungere: aumentare l’autoconsumo, utilizzare l’energia nelle ore serali oppure garantire continuità ad alcuni carichi in caso di interruzione della rete.
Come scegliere pannelli, inverter e componenti?
Per scegliere correttamente i componenti di un impianto fotovoltaico aziendale non basta confrontare la potenza dei pannelli. Bisogna valutare l’affidabilità dell’intero sistema, le garanzie, il monitoraggio e la compatibilità tra i diversi elementi.
Un buon impianto, infatti, non dipende da un singolo componente, ma da come pannelli, inverter, strutture e parte elettrica lavorano insieme nel tempo.
Pannelli fotovoltaici
I pannelli determinano una parte importante della produzione dell’impianto, ma la potenza nominale non è l’unico parametro da considerare.
Tra gli aspetti principali da valutare ci sono:
- efficienza;
- potenza del modulo;
- garanzia sul prodotto;
- garanzia sulle prestazioni;
- perdita di rendimento nel tempo;
- certificazioni;
- affidabilità del produttore.
Due moduli con una potenza simile possono infatti avere caratteristiche diverse in termini di rendimento nel tempo, garanzie e qualità costruttiva.
La scelta, infatti, dovrebbe basarsi sul rapporto tra prestazioni, affidabilità e durata, non semplicemente sul pannello con il numero di watt più alto.
Inverter
L’inverter è il componente che trasforma l’energia prodotta dai pannelli in energia utilizzabile dall’azienda.
La sua scelta deve essere coerente con la potenza e la configurazione dell’impianto, ma è importante valutare anche:
- affidabilità;
- efficienza di conversione;
- sistema di monitoraggio;
- assistenza e disponibilità dei ricambi;
- compatibilità con eventuali sistemi di accumulo futuri.
Se, ad esempio, l’azienda pensa di aggiungere una batteria in un secondo momento, può essere utile considerarlo già in fase di progettazione.
Strutture e componenti elettrici
Un impianto fotovoltaico non è composto solo da pannelli e inverter.
Fanno parte del sistema anche:
- strutture di fissaggio;
- cablaggi;
- quadri elettrici;
- sistemi di protezione;
- dispositivi di sicurezza.
Sono elementi meno visibili, ma fondamentali per la sicurezza, la stabilità e la durata dell’impianto.
Anche una buona componentistica deve infatti essere installata su strutture adeguate e collegata a un impianto elettrico progettato correttamente.
Monitoraggio dell’impianto
Una volta installato il fotovoltaico, è importante poter verificare nel tempo quanto produce e se sta funzionando come previsto.
Un sistema di monitoraggio permette di controllare:
- energia prodotta;
- andamento della produzione nel tempo;
- eventuali anomalie;
- cali di rendimento.
Questo permette di individuare più rapidamente eventuali problemi e di verificare se l’impianto sta mantenendo le prestazioni previste in fase di progettazione.
Come capire se un impianto fotovoltaico aziendale conviene?
Per capire se un impianto fotovoltaico aziendale conviene bisogna valutare quanto può ridurre i costi energetici dell’impresa rispetto all’investimento iniziale. Il prezzo del preventivo, da solo, non basta per stabilire se il progetto è davvero conveniente.
È necessario considerare insieme produzione, autoconsumo, energia immessa in rete, incentivi disponibili e tempo di rientro dell’investimento.
| Cosa valutare | Perché è importante |
|---|---|
| Produzione annuale stimata | Indica quanta energia può generare l'impianto nel corso dell'anno |
| Quota di autoconsumo | Mostra quanta energia prodotta viene utilizzata direttamente dall'azienda |
| Energia non acquistata dalla rete | Permette di stimare il risparmio sulla bolletta |
| Energia immessa in rete | La produzione non utilizzata può essere valorizzata attraverso i meccanismi previsti |
| Costo complessivo dell'investimento | Serve per confrontare la spesa iniziale con i benefici economici attesi |
| Incentivi disponibili | Possono ridurre il costo effettivo sostenuto dall'azienda |
| Tempo di rientro | Indica in quanto tempo i benefici economici possono compensare l'investimento iniziale |
Tra questi elementi, l’autoconsumo ha un ruolo particolarmente importante. Se l’energia viene prodotta e utilizzata direttamente, l’azienda evita di acquistare quella stessa energia dal proprio fornitore.
La produzione che non viene consumata, invece, può essere immessa nella rete e valorizzata, ad esempio attraverso il Ritiro Dedicato.
Per questo la convenienza non dipende semplicemente da quanto produce l’impianto, ma da come viene utilizzata l’energia prodotta e dal risparmio che il progetto riesce a generare nel tempo.
Quanto tempo serve per rientrare dall’investimento?
Il tempo di rientro di un impianto fotovoltaico aziendale varia da impresa a impresa e dipende dal rapporto tra investimento iniziale e risparmio generato nel tempo. Per questo non esiste un numero di anni valido per tutte le aziende.
A incidere maggiormente sono:
- costo complessivo dell'impianto;
- quantità di energia prodotta ogni anno;
- quota di autoconsumo;
- costo dell'energia che l'azienda evita di acquistare dalla rete;
- valore dell'eventuale energia immessa in rete;
- incentivi e agevolazioni disponibili;
- andamento dei consumi aziendali nel tempo.
Più energia prodotta viene utilizzata direttamente dall’impresa, maggiore può essere il risparmio in bolletta e, di conseguenza, più rapido può essere il recupero dell’investimento.
Anche gli incentivi possono incidere in modo importante, perché riducono il costo effettivamente sostenuto dall’azienda e modificano quindi il calcolo del tempo di rientro.
Per ottenere una stima attendibile è quindi necessario partire dai dati reali dell’impresa e da una simulazione economica del progetto, evitando tempi di rientro standard che non tengono conto delle caratteristiche specifiche dell’azienda.
Per approfondire gli indicatori economici utilizzati per valutare la redditività del progetto, puoi consultare anche la nostra guida sul fotovoltaico come investimento, dove spieghiamo come leggere ROI, TIR, VAN e tempo di rientro.
E se l’azienda non vuole sostenere l’investimento iniziale?
Non tutte le imprese vogliono immobilizzare capitale per acquistare direttamente l’impianto. In questo casi è possibile valutare il noleggio operativo fotovoltaico, una formula che consente di installare l’impianto senza sostenere un investimento iniziale, attraverso un canone periodico.
Con la soluzione proposta da One4Green, il canone è 100% deducibile e comprende anche l’assicurazione Full Risk. L’obiettivo è utilizzare il risparmio generato dal fotovoltaico per sostenere il costo del noleggio, preservando la liquidità aziendale.
Quali incentivi possono ridurre il costo del fotovoltaico aziendale?
Nel 2026 le imprese possono valutare diverse agevolazioni per ridurre il costo di un impianto fotovoltaico aziendale e, in alcuni casi, anche del relativo sistema di accumulo. Tra le principali misure nazionali ci sono Iperammortamento 2026, Nuova Sabatini e Conto Termico 3.0, alle quali possono aggiungersi bandi regionali.
Ogni incentivo prevede però requisiti differenti, quindi è importante verificare quale misura sia applicabile allo specifico investimento.
Iperammortamento 2026
L’Iperammortamento 2026 comprende tra gli investimenti agevolabili gli impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, compresi i relativi sistemi di accumulo.
Quando il progetto rispetta i requisiti previsti dalla misura, quindi, l’agevolazione può riguardare sia l’impianto fotovoltaico sia la batteria integrata nel sistema energetico dell’azienda.
È un aspetto interessante soprattutto per le imprese che, dopo aver analizzato il proprio profilo di consumo, scelgono di abbinare al fotovoltaico un sistema di accumulo per utilizzare una parte maggiore dell’energia autoprodotta.
Per conoscere nel dettaglio requisiti e funzionamento dell’agevolazione, puoi leggere la nostra guida all’Iperammortamento 2026.
Nuova Sabatini
La Nuova Sabatini sostiene gli investimenti delle PMI in beni strumentali nuovi attraverso finanziamenti o leasing agevolati.
Anche gli impianti fotovoltaici possono rientrare tra gli investimenti ammissibili, ma in molti casi devono essere inseriti all’interno di un programma di investimento più ampio, organico e funzionale all’attività aziendale.
Non si tratta quindi di un incentivo specifico per fotovoltaico e accumulo: la possibilità di utilizzarlo deve essere valutata in base alle caratteristiche complessive del progetto.
Per approfondire requisiti, spese ammissibili e funzionamento della misura, puoi leggere la nostra guida alla Nuova Sabatini per il fotovoltaico.
Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 può incentivare anche fotovoltaico e sistemi di accumulo, ma solo all’interno di un intervento più ampio di efficientamento energetico.
Per approfondire requisiti, interventi ammessi e funzionamento dell’incentivo, puoi leggere la nostra guida al Conto Termico 3.0.
Per accedere alla misura, infatti, fotovoltaico e batteria devono essere installati insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore elettrica, e il sistema deve essere progettato per l’autoconsumo dell’edificio.
È quindi una soluzione da valutare soprattutto quando l’azienda non sta installando soltanto il fotovoltaico, ma sta realizzando un progetto più completo di elettrificazione ed efficientamento energetico.
Bandi regionali
Alle agevolazioni nazionali possono aggiungersi i bandi regionali, che possono finanziare interventi di autoproduzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo.
Le condizioni cambiano da Regione a Regione: alcuni bandi prevedono contributi per fotovoltaico e batterie insieme, mentre altri stabiliscono percentuali, massimali o requisiti differenti.
Per questo, prima di definire l’investimento, è utile verificare anche quali opportunità sono disponibili nella Regione in cui si trova l’azienda.
Come scegliere quindi l’impianto fotovoltaico giusto per la tua azienda?
Per scegliere l’impianto fotovoltaico aziendale più adatto bisogna partire dai dati dell’impresa e mettere insieme consumi, caratteristiche del tetto, autoconsumo, accumulo e convenienza economica. La scelta migliore nasce quindi da una valutazione complessiva, non da un solo parametro.
Il percorso può essere riassunto in cinque passaggi:
1. Analizzare i consumi
Capire non solo quanti kWh vengono utilizzati in un anno, ma anche in quali giorni e orari si concentra il fabbisogno energetico.
2. Valutare quando viene utilizzata l’energia
Confrontare gli orari di consumo con quelli di produzione del fotovoltaico aiuta a stimare quanta energia può essere utilizzata direttamente.
3. Verificare la copertura
Superficie disponibile, orientamento, ombreggiamenti, stato del tetto e caratteristiche strutturali determinano cosa può essere realmente installato.
4. Definire la configurazione dell’impianto
Potenza, componenti ed eventuale sistema di accumulo devono essere scelti sulla base dei consumi e degli obiettivi dell’azienda.
5. Valutare la convenienza economica
Produzione prevista, autoconsumo, energia immessa in rete, costo dell’investimento e incentivi permettono di capire se il progetto è sostenibile nel tempo.
Il miglior impianto fotovoltaico aziendale, quindi, non è necessariamente quello con più pannelli o quello con il prezzo più basso. È quello dimensionato in modo coerente con i consumi, le caratteristiche dell’edificio e gli obiettivi dell’impresa.
In One4Green partiamo proprio da questi elementi per progettare soluzioni fotovoltaiche per aziende su misura, evitando impianti sovradimensionati o componenti che non porterebbero un reale beneficio.
Vuoi capire quale configurazione può essere più adatta alla tua azienda?
Richiedi una consulenza gratuita: analizzeremo i consumi, le caratteristiche della copertura e le possibili soluzioni per individuare il progetto più adatto.
I 5 passaggi per scegliere
i consumi
utilizzi l’energia
la copertura
e configurazione
economica
Domande frequenti
Quanto dura un impianto fotovoltaico aziendale?
Un impianto fotovoltaico è progettato per funzionare per molti anni. I moduli mantengono una parte elevata della propria capacità produttiva anche nel lungo periodo, mentre alcuni componenti, come l’inverter, possono richiedere interventi o sostituzioni prima dei pannelli.
Quanta manutenzione richiede un impianto fotovoltaico aziendale?
La manutenzione è generalmente limitata, ma è importante controllare periodicamente produzione, componenti elettrici e stato dei moduli. Il monitoraggio permette inoltre di individuare rapidamente eventuali anomalie o cali di rendimento.
Quanto tempo serve per installare un impianto fotovoltaico in azienda?
I tempi dipendono dalla potenza dell’impianto, dalle caratteristiche della copertura e dagli interventi necessari sull’impianto elettrico. Alla fase di installazione vanno inoltre aggiunti i tempi tecnici necessari per pratiche di connessione alla rete.
Bisogna fermare l'attività durante l'installazione del fotovoltaico?
Nella maggior parte dei casi i lavori sul tetto possono essere svolti senza interrompere la normale attività aziendale. Potrebbero essere necessarie brevi interruzioni durante alcune fasi di collegamento all’impianto elettrico, che possono essere pianificate per limitare l’impatto sulla produzione.
Si può installare un impianto fotovoltaico su un capannone in affitto?
Sì, è possibile, ma prima dell’intervento è necessario verificare quanto previsto dal contratto di locazione e ottenere le autorizzazioni necessarie da parte del proprietario dell’immobile. È inoltre importante valutare la durata della locazione rispetto all’investimento previsto.
Un impianto fotovoltaico può alimentare macchinari industriali trifase?
Sì, un impianto correttamente progettato può contribuire ad alimentare anche utenze e macchinari trifase. La configurazione deve però essere dimensionata in funzione delle caratteristiche dell’impianto elettrico e dei carichi presenti in azienda.
È possibile installare pannelli fotovoltaici anche su pensiline o parcheggi aziendali?
Sì, quando la copertura principale non offre spazio sufficiente, possono essere valutate anche superfici come pensiline e carport fotovoltaici. La fattibilità dipende dagli spazi disponibili, dalla struttura e dalle autorizzazioni eventualmente necessarie.
Chi si occupa delle pratiche per un impianto fotovoltaico aziendale?
Con One4Green non devi gestire separatamente progettazione, installazione e burocrazia. Ci occupiamo direttamente dell’intero iter, comprese le pratiche tecniche e amministrative necessarie per la realizzazione e la connessione dell’impianto alla rete.

